Un lungo tosto per ricominciare

Marzo è stato un mese in cui ho corso molto rispetto a quelli che erano diventati i miei standard: 213 km totali a fine mese, tra il doppio ed il triplo del totale mensile medio dell’ultimo anno e mezzo. Avrei voluto però fare di più e di meglio, una settimana di bora nella quale non mi sono risparmiato con gli allenamenti mi ha portato ad un raffreddore che sono riuscito a contenere in pochi giorni ma che ha fatto emergere come il mio fisico stesse soffrendo per altri motivi. Delle analisi del sangue un po’ più approfondite hanno fatto emergere delle carenze, a cui sto rimediando, che credo siano state le responsabili di alcuni disturbi del dopo corsa che mi avevano infastidito negli ultimi anni saltuariamente, quando probabilmente ero in momenti di maggior debolezza. Dopo una settimana con allenamenti duri a causa del vento e del raffreddore, ne è seguita una in cui mi sentivo troppo stanco, sia fisicamente che psicologicamente, per correre. D’altro canto mi sono sentito sollevato, perchè sono convinto di aver trovato la causa ed il rimedio a quelle sensazioni spiacevoli che spesso dovevo attraversare. Sabato ho ripreso gli allenamenti provando subito a forzare, ne avevo bisogno. 15 km totali, alcuni in spinta, ho avuto chiara la sensazione di aver perso il ritmo ma è stato piacevole sentirsi benissimo nelle ore successive. L’indomani sono partito da casa con un’idea precisa: tanta voglia di correre, volevo vedere il mare aperto. Ho quindi impostato un ritmo basso, di crociera, ho cercato di godermi ogni attimo, ho respirato profondo ed ho corso per 2h20′: sono arrivato a Grado, ho percorso il viale, raggiunto la diga e, sempre di corsa, ho respirato l’aria del mare in un tardo pomeriggio grigio ma per me bellissimo. Mi sono fatto coraggio ed ho proseguito all’indietro, ora l’obiettivo era ritornare sano e salvo a casa. Ce l’ho fatta, è stata dura ma sono veramente felice, 27 km consecutivi senza mai fermarmi ed obiettivo raggiunto. Stanchezza totale all’arrivo ma nessun disturbo dopo corsa, e forse questa è la consapevolezza più importante che mi porto con me: pazienza se non sarò pronto per Trieste, adesso si ricomincia!

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