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24 per 1h Buttrio 2018

24 per 1h Buttrio 2018


Posted By on 17 Giu, 2018

Rientro alle competizioni dopo lunghi mesi di pausa con il classico appuntamento alla 24 per 1h di Buttrio per il GM Cervignano.
Ho corso dalla mezzanotte all’una in una frescura rigenerante, dopo aver spronato Andrea, mio compagno di viaggio, che ha corso durante l’ora precedente. Ci siamo spremuti a fondo come sempre si fa, Andrea dice che negli anni abbiamo acquisito la capacità di soffrire e di sopperire parzialmente alla mancanza di allenamenti, che finora è stata lampante. Poco male, 12910 metri percorsi da Andrea e 13169 da me, che dopo 2 anni sono ritornato sopra la mia soglia “di decenza” dei 13 km. Del tutto inaspettato visti i pochi allenamenti effettuati negli ultimi mesi, evidentemente sufficenti ad esprimermi comunque ad un discreto livello. Sono poi riuscito a sfruttare l’adrenalina provocata dall’essere di nuovo in gara ed il piacere provato dalla situazione (adoro correre a Buttrio in notturna) per spingermi sui miei limiti attuali, con una partenza convinta, una parte centrale molto decorosa ed un finale sofferto a causa di un indurimento al polpaccio a 2 giri e mezzo dalla fine; ho continuato con la sensazione di avere un coltello infilato nel muscolo, ma è stato sufficente rallentare di 5″ il penultimo giro per riuscire comunque a terminare bene la mia ora.
Ora con un bel po’ di fiducia in più io ed Andrea perseguiremo i nostri buoni propositi di rientrare a buon livello nelle mezze maratone. In particolare ci stuzzica l’appuntamento del 1 settembre con la consueta NHM in Austria con la possibilità di correrla finalmente assieme, ma magari riusciremo a fare qualcosa di buono anche prima e dopo…

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Maratonina di Palmanova 2017

La maratonina di Palmanova rappresentava per me la chiusura di un ciclo cominciato ad inizio 2017. Un anno fa lo stiramento del legamento collaterale del ginocchio sinistro, che mi ha portato a perdere completamente la muscolatura della gamba sinistra, a zoppicare per qualche settimana non sentendo bene l’appoggio, ad abbandonare completamente la corsa per quasi 3 mesi. A fine febbraio ricordo perfettamente il primo tentativo: argine sulla laguna, mezzo km ad andare, mezzo a tornare; una fatica incredibile, paura di farmi male ed emozione si mescolavano tra loro. Il rientro è stato lento, tanto da farmi dubitare più volte sui miei progressi, che invece erano costanti ma impercettibili. Fino all’ultimo ho pensato a non partecipare alla maratonina di Jesolo, alla quale mi ero iscritto in tempi non sospetti: alla fine ci ho provato e mi sono sbloccato. 1h44′ a Jesolo, il mese dopo 1h41′ sull’Ossiachersee con decisa iniezione di fiducia. L’estate è servita a rinforzare ulteriormente la muscolatura e ad iniziare a riprendere velocità inserendo nuovamente allenamenti specifici dopo tanto tempo; ad Udine, a settembre, ho abbassato il crono di altri 5 minuti, 1h36′ al traguardo, con tanta fatica e la sensazione di essere ancora molto lontano da dove avrei voluto ritornare. E poi 8 settimane di allenamento fatte come si deve, anche se disturbate da un raffreddore che non se ne voleva andare.
Mi sono quindi trovato al via con le idee molto chiare sul mio valore, avevo provato diverse volte il ritmo gara in allenamento ed a quello volevo attenermi. Inoltre volevo assolutamente evitare di finire fuori giri e cancellare il ricordo dell’ultima mia gara qui: sarebbe stato stupido dopo tutti i sacrifici sostenuti in allenamento sprecare l’ottima condizione fisica che mi sentivo addosso.
Partenza separata con due uscite, per scaramanzia ho scelto porta Udine visto che porta Cividale non aveva detto bene l’ultima volta; Maurizio e Natale hanno eseguito il riscaldamento con me, quindi sono rimasto da solo a cercare la concentrazione, il pensiero era quello: partire deciso ma senza strafare, dovevo trovare l’equilibrio giusto. Partiti. Sono uscito da porta Udine senza intoppi e con molta attenzione a non inciampare, non urtare, evitare ingorghi; al secondo chilometro, fuori Palmanova, ci siamo radunati con l’altro gruppo. Qui c’è stato un momento che ha deciso poi la mia gara: nel gruppetto che si è formato subito dopo, assieme ai pacers dell’ora e 35 partiti troppo forte, ho incontrato Alessio della mia squadra: “Vai in fuga?” mi ha chiesto. “Ma dove?” è stata la mia risposta, stavo bene li con quel ritmo, sapevo inoltre il suo valore e la sua costanza nell’impostare le gare quindi essere vicino a lui mi ha dato un’ulteriore conferma a non forzare ulteriormente. Fino al quinto è stato facile, poi mi è sembrato un po’ più difficoltoso seguire Alessio nella strada verso Santa Maria; dietro a noi Gianluca della nostra società si è aggregato formando un bel terzetto; all’ottavo km ho visto Roberto in difficoltà davanti a noi, in un attimo l’abbiamo raggiunto e superato: non è stata la sua gara. Uscendo da Santa Maria la Longa io ed Alessio ci siamo dati un paio di utili cambi, il ritmo è rimasto ottimo e costante, al passaggio a metà gara, dove era posizionato il rilevamento cronometrico, ho mentalmente raddoppiato il tempo: continuando così avrei concluso in 1h32’30”, il tempo che mi aspettavo alla vigilia. La cosa positiva era il sentirmi ancora completamente fresco. Al tredicesimo, verso Trivignano, Gianluca ha iniziato a spingere con decisione, ho provato a tenerlo per un po’ ma ho desistito subito, pur cambiando passo di 3-4 secondi al km l’ho visto allontanarsi sempre più; Alessio sempre lì con me. Prima di entrare a Trivignano ho raggiuto e superato Andrea che evidentemente era partito forte, sembrava possedere ancora energie per fare un buon finale. In uscita da Trivignano il primo momento difficile, superato agganciandomi al gruppetto che si era formato in quell’occasione, tirato da Alessio, ovviamente.  Superato Clauiano di slancio, verso Ialmicco io ed Alessio siamo rimasti da soli, io sentivo una sensazione tipica da diciottesimo km, un malessere generale mitigato dalla forza di volontà e dalla consapevolezza di avercela quasi fatta; il ritmo si è alzato di qualche secondo, non tanto da poter compromettere quanto di buono fatto fin lì; a Sottoselva ho capito dal suono della sirena in lontananza e dalle urla di chi stava prestando soccorso che stava succedendo qualcosa di grave a quel povero ragazzo, non ho voluto guardare. Alessio mi ha visto leggermente staccato, eravamo praticamente al ventesimo, e mi ha incitato: “Dai, che arriviamo insieme”; mi ha dato forza, anche troppa; l’ho raggiunto, mi sono messo a tirare e devo averlo staccato nell’ultimo km, quando le energie misteriose che si attivano quando si annusa il traguardo sono entrate in funzione: alla fine 1h32’42” ed una grande soddisfazione per come ho gestito la gara e per come ho saputo interpretare correttamente il mio valore ad inizio gara. Un anno iniziato zoppicando e finito con un eccellente risultato, una bella lezione di vita vissuta che ho imparato su me stesso. Gran prova di Maurizio al personale, bravo Andrea ad aver tenuto nel finale, bravissima Debora, Roberto e Nicola ci hanno abituato a ben altro. Bravi tutti!

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Un terzetto “storico” al via per questa edizione della Nacht Halb Marathon sull’Ossiachersee, una decina di km dopo Villaco: dal monfalconese arriviamo io, Andrea e Maurizio (con me nella foto), puntuali come sempre, rilassati come non mai, forse consapevoli che anche questa volta non faremo il nuovo record del mondo… E’ l’anno del calabrone, dice Andrea, con la povera Mirjam punta dall’insetto prima che il papà si imbarchi per la partenza. E’ l’anno del gran scazzo alla partenza: come ormai di consuetudine riscaldamento zero o quasi, tutte le panchine sono nostre per discutere di tutto meno che della gara che sta per iniziare. L’interessante argomento del pregara è sviluppare il modo più rapido (informaticamente parlando) per calcolare quante persone assieme a me ed Andrea hanno concluso tutte le edizioni di questa manifestazione. Vi farò certamente sapere. Si parte e Maurizio, con una citazione di Nico Cereghini, mi fa sghignazzare per il primo mezzo km… Al giro di boa al secondo mi metto a contare i runner che passano dall’altra parte… passa Andrea e gli fornisco in real time il suo piazzamento (51°), proseguo a contare e realizzo di essere al 94° posto; primo km cauto ma non svaccato come a Jesolo, 4’52” vado in buona progressione ora. Inizio a sorpassare lasciando Bodensdorf, serata fresca, mi sento bene, inizio a spingere nonostante inizino i saliscendi classici che più di tanto non mi infastidiscono. Il ginocchio non preoccupa, non ci penso proprio… mi sento come nuovo. Un nuovo inizio? Lato ovest del lago in costante recupero, ne passo una ventina, nessuno mi passa, il mio ritmo scende di continuo fino ai 4’34” del nono km, respiro regolare e un po’ di fatica che inizia a farsi sentire… sono partito veramente forte e realizzo che sarà dura al ritorno, ma posso fare una bella gara, del resto l’obiettivo che mi sono prefissato (migliorare Jesolo) a questo punto è ampliamente alla portata: basta evitare tracolli nella parte conclusiva. Rettilineo di fondo lago in controllo sui 4’45”, prendiamo la strada verso Ossiach, verso il traguardo, si fa dura ma tengo il ritmo e continuo a sorpassare, sono 65°. Al 15°, prima di un rettilineo, vedo per la prima volta Andrea, laggiù: avrà un minuto di vantaggio ma se lo vedo è sicuramente in difficoltà, potrei prenderlo ma anch’io non scherzo in quanto a scarsa brillantezza… Decido di pensare a tenere un ritmo decente e a lasciar perdere pensieri strani, anche se sarebbe veramente bello finire assieme a lui dopo 13 anni di corse attorno a questo lago… La difficoltà aumenta ma tengo bene il ritmo, davanti a me 100 mt di vuoto e poi il gruppetto con Andrea, io sono da solo ed andare a prenderli è utopia, so che sta arrivando la dura salita del 19°… 18 km sotto i 5′, veramente un bel risultato per me, ora devo pensare a limitare i danni… la salita mi manda in tilt come sempre, ricevo i primi sorpassi dopo 18 km nei quali nessuno è arrivato da dietro. Una volta scollinato Andrea è sempre lì ma non me la sento di cambiare marcia, sfrutto la discesa per recuperare energie per l’ultimo km. Il traguardo è sempre una bella emozione, Andrea mi precede di una quarantina di secondi e lo abbraccio all’arrivo: “Volevo prenderti per arrivare assieme, ma non ce l’ho fatta…” Bravo lui, contentissimo io che chiudo in 1h41’34”, 3 minuti meglio di Jesolo in sole 3 settimane, veramente bene, un bel passo avanti. Bravo Maurizio, che con 1h56′ migliora Jesolo ed anche Lignano. Sempre bello correre qui, anche se gli anni che passano si fanno sentire non solo per noi ma anche per la manifestazione… all’anno prossimo. Intanto domenica mattina riparto con l’ora di Buttrio.

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Moonlight HM 2017

Moonlight HM 2017


Posted By on 7 Giu, 2017

Il mitico Andrea ha sfornato il consiglio giusto anche stavolta, facendoci scoprire questo baretto sulla spiaggia a Punta Sabbioni, in prossimità del faro. Un ottimo cappuccino immergendoci in quest’atmosfera ovattata, tra dune di sabbia, il mare aperto lì davanti, la vista che arriva fino al Lido di Jesolo, laggiù, dove dovremmo arrivare stasera, di corsa. Ma siamo sicuri che vogliamo alzarci da queste sedie? La domanda rimane lì, senza risposta. Maurizio ridacchia, forse per stemperare la tensione pre-gara che piano piano gli sta salendo. Obiettivo dichiarato: sotto le 2 ore va tutto bene. Andrea è più rilassato, non è in formissima e lo sa, quindi poca tensione. Obiettivo: sotto l’ora e quaranta. Io sono rilassatissimo, da questa posizione privilegiata fronte mare sfotto tutti questi runner che corrono da ore nell’attesa del via… ci arriveranno sfiniti. Obiettivo mio? Sono felice di essere qui, felice. E basta. E’ quasi un anno che manco dalle gare. Non ho mai forzato in allenamento, ad Andrea e Maurizio prospetto una finestra temporale tra l’ora e 45 (se la magia del pettorale indossato funziona) e l’ora e 50 (se tengo i ritmi delle mie corse casalinghe)… Lontano dai tempi miei, ma il recupero dall’infortunio al legamento del ginocchio è lento e lo rispetto. Ma soprattutto il traguardo: sarà il cinquantesimo arrivo su questa distanza, quindi ragazzi niente scherzi e niente fantasie fuori luogo: stasera voglio semplicemente arrivare. Lasciamo la spiaggia, una foto ricordo (questa che vedete) prima di salutare Maurizio ed eccomi intruppato nel cordone umano di runner pronti alla partenza, ancora una volta con l’inseparabile Andrea. Ma quante ne abbiamo corse assieme? Dagli altoparlanti escono le voci di Springsteen e Bon Jovi, chiudo gli occhi, mi carico e ringrazio di essere finalmente di nuovo qui, a provare queste emozioni: mancano un paio di minuti, finalmente penso alla gara. Devo partire piano, penso, e sperare di reggere fino alla fine: se mi lascio andare all’inizio potrebbe essere una tragedia, sono consapevole di non avere nè ritmo nè una grossa tenuta. Partiti. Mi lascio sfilare e perdo di vista subito Andrea. Mi passano i palloncini dell’ora e 40. Poco dopo anche quelli dell’ora e 45. Respiro pulito, tranquillo, che piacere essere qui a correre. Il pensiero dei primi km è di non forzare assolutamente. E’ molto difficile frenare il proprio istinto ma è l’unica via che ho per arrivare. Ci riesco abbastanza: 5’12, 5’04, 5’03, 4’57, 5’06, 5’04… tra il 5° e il 6° comincio a sentire un po’ di fatica, cerco di non ascoltarla troppo e sto costante con il ritmo di poco sopra i 5 min/km. Corro come sempre rilassato dal paesaggio che attraversiamo, mentalmente rimango nella corsa calcolando ad ogni km il mio ritardo dai palloncini dell’ora e 45, tenendo questo passo dovrei finire in 1h48′, siamo in piena tabella. All’8° km c’è la svolta della mia gara: non sento più la fatica, mi sono stabilizzato sul ritmo di 5’02 e sono in controllo. Questa sensazione mi libera: se non spingo ora quando? E così, piano piano, incremento il ritmo. Passo al 10° in 51′, proiezione 1h47′ e qualcosa, i palloncini dell’ora e 45 non li vedo più, ma sono in sorpasso. Costante. E più vado più mi carico. All’undicesimo scendo sotto i 5’… e non li toccherò più. 4’56, 4’56, 4’50 ed entriamo nella ciclabile a Cavallino: due anni fa, proprio qui, game over. Finite le energie. Ora vado, mi sembra di essere appena partito. E mancano solo 8 km, che sarà mai? Spingiamo. E’ buio in questa ciclabile stretta che si addentra nella laguna, ma sorpasso ancora. 4’52, 4’48, 4’50 siamo di nuovo sulla statale, al sedicesimo, alle porte di Jesolo. Temo il cavalcavia, lo faccio in spinta e mi buttto in discesa, i palloncini li ho davanti a tiro, spingo ancora: 4’46, 4’38 e li ho ripresi praticamente, qui alle porte di Jesolo. Entriamo nel rettilineo finale di 3 km, ormai sento gli incitamenti dei pacers che fanno egregiamente il loro lavoro, supero tutti quelli che si stanno staccando: 4’52, 4’44, presi, arrivo con loro, ultimo km in 4’34 ma quanto tirano? Chiudo in 1h44’27”, penso alle altre 49… penso a tutte quelle che ancora devo fare, provo gioia vera.
Grande Andrea, di poco sotto l’ora e 40. Grande Maurizio, di poco sotto le due ore. Siamo stati di parola. E fra pochi giorni il terzetto ci riprova sull’Ossiachersee. Finalmente tornano le gare.

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39° Maratonina di Gorizia

39° Maratonina di Gorizia


Posted By on 11 Mar, 2017

Come da tradizione anche quest’anno in occasione della Maratonina di Gorizia abbiamo visto al via un nutrito gruppo di OTR. Presenti Roberto che dopo la prova di Capriva in cui ‘ha dato una mano’ all’amico Bonetti partiva con l’intenzione di finire sotto l’ora e trenta…c’era la Debora…al ritorno sui 21km dopo un ultimo periodo non troppo fortunato dal punto di vista fisico…Andrea che all’ ultimo secondo non ha saputo dir di no è si è presentato puntuale al via…Maurizio che con costanza si sta mantenendo in forma per l’imminente stagione di kart ed il sottoscritto al ritorno in mezza dopo mesi d’assenza…l’ultima gara sulla distanza è stata quella di Ossiach 2016…un bel po di mesi fa insomma. La giornata non era delle migliori..pioggia ad intermittenza ed umidità che comunque non hanno dato troppo fastidio agli atleti in gara. Roberto come da pronostico si è visto al via e poi all’arrivo, la sua gara però è stata tutt’altro che entusiasmante..partito con l’intenzione di terminare con un crono di 1h28′ si è subito reso conto che non era giornata (incredibile ma capita anche a lui…) ed ha tirato il freno a mano dopo un paio di km..per lui un crono finale di 1h34…un ottimo allenamento insomma!! Io sono partito con tanti dubbi e qualche certezza..i primi venivano dalla mancanza totale di km nelle gambe, con conseguente timore di ‘saltare’. Le certezze non erano poi molte..anzi ne avevo una sola e cioè il fatto che, dopo il ‘tradimento’ dello scorso anno, avrei corso al fianco di Debora. Obiettivo dichiarato terminare sotto l’ora e quaranta..non era un obiettivo irraggiungibile ma ragionato in base agli allenamenti svolti fino ad ora. Che dire..è stata una gara corsa con la testa…passo regolare dall’inizio alla fine, mai un cedimento, mai un intoppo..tutto liscio fino alla fine..incredibile aggiungo io!! Ero abbastanza convinto che verso il 15esimo avrei ‘mollato’ invece mi è andata di lusso..costante fino alla fine!! 1h38 e spicci il tempo finale che mi soddisfa pienamente…stesso crono per Debora che seppur con un po più di sofferenza è stata capace di tenere il mio stesso passo gara concludendo più che positivamente la sua prova. Proseguiamo ora con Andrea..la sua iscrizione last second non ha stupito nessuno..qualche giorno prima il poco attento Andrea ce lo aveva fatto capire che a Gorizia voleva esserci nonostante la mancanza di allenamenti..ormai non ci freghi più caro Andrea!!!  Di sicuro ha detto la verità sugli allenamenti svolti..infatti la gara non è stata semplice per lui..è stato bravo a partire controllato eppure nonostante cio ne ha risentito nella seconda parte di gara dove ha dovuto alzare il piede dall’acceleratore. Per lui un crono di 1h43 che non rende giustizia alle sue capacità espresse in questi anni..però sappiamo tutti che nella corsa si raccoglie cio che si semina e Andrea in questi mesi ha seminato davvero poco 🙁 Ti aspettiamo con qualche km in piu sulle gambe!! 😉 Un ultima nota sulla gara di Andrea..ha corso tutta la prima parte di gara una cinquantina di metri davanti a me..che dire tanto di cappello…è stato l’unico, e ripeto l’unico che ha fatto il percorso di gara senza mai tagliare un metro!! Bravo Andrea..probabilmente sei il vero vincitore della maratonina di Gorizia, tu come pochi altri mi sa 😉 Ultimo Otr in gara domenica…Bobbe!! Unico atleta che non ho ‘intervistato’…poco posso dire quindi in merito alla sua mezza..1h55 per lui…bella prova!!!

Anche Gorizia quindi va in archivio..la primavera è alle porte..le belle giornate, le temperature tiepide..passano le giornate ed è ora di pensare al prossimo impegno agonistico..ci si vede a Gradina per la quarta prova del Trofeo Gorizia 😉

A presto dal vostro inviato

Nicola

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