Moonlight HM 2017

Posted By Dimitri Benes on 7 Giu, 2017 in mezza maratona | 0 comments


Il mitico Andrea ha sfornato il consiglio giusto anche stavolta, facendoci scoprire questo baretto sulla spiaggia a Punta Sabbioni, in prossimità del faro. Un ottimo cappuccino immergendoci in quest’atmosfera ovattata, tra dune di sabbia, il mare aperto lì davanti, la vista che arriva fino al Lido di Jesolo, laggiù, dove dovremmo arrivare stasera, di corsa. Ma siamo sicuri che vogliamo alzarci da queste sedie? La domanda rimane lì, senza risposta. Maurizio ridacchia, forse per stemperare la tensione pre-gara che piano piano gli sta salendo. Obiettivo dichiarato: sotto le 2 ore va tutto bene. Andrea è più rilassato, non è in formissima e lo sa, quindi poca tensione. Obiettivo: sotto l’ora e quaranta. Io sono rilassatissimo, da questa posizione privilegiata fronte mare sfotto tutti questi runner che corrono da ore nell’attesa del via… ci arriveranno sfiniti. Obiettivo mio? Sono felice di essere qui, felice. E basta. E’ quasi un anno che manco dalle gare. Non ho mai forzato in allenamento, ad Andrea e Maurizio prospetto una finestra temporale tra l’ora e 45 (se la magia del pettorale indossato funziona) e l’ora e 50 (se tengo i ritmi delle mie corse casalinghe)… Lontano dai tempi miei, ma il recupero dall’infortunio al legamento del ginocchio è lento e lo rispetto. Ma soprattutto il traguardo: sarà il cinquantesimo arrivo su questa distanza, quindi ragazzi niente scherzi e niente fantasie fuori luogo: stasera voglio semplicemente arrivare. Lasciamo la spiaggia, una foto ricordo (questa che vedete) prima di salutare Maurizio ed eccomi intruppato nel cordone umano di runner pronti alla partenza, ancora una volta con l’inseparabile Andrea. Ma quante ne abbiamo corse assieme? Dagli altoparlanti escono le voci di Springsteen e Bon Jovi, chiudo gli occhi, mi carico e ringrazio di essere finalmente di nuovo qui, a provare queste emozioni: mancano un paio di minuti, finalmente penso alla gara. Devo partire piano, penso, e sperare di reggere fino alla fine: se mi lascio andare all’inizio potrebbe essere una tragedia, sono consapevole di non avere nè ritmo nè una grossa tenuta. Partiti. Mi lascio sfilare e perdo di vista subito Andrea. Mi passano i palloncini dell’ora e 40. Poco dopo anche quelli dell’ora e 45. Respiro pulito, tranquillo, che piacere essere qui a correre. Il pensiero dei primi km è di non forzare assolutamente. E’ molto difficile frenare il proprio istinto ma è l’unica via che ho per arrivare. Ci riesco abbastanza: 5’12, 5’04, 5’03, 4’57, 5’06, 5’04… tra il 5° e il 6° comincio a sentire un po’ di fatica, cerco di non ascoltarla troppo e sto costante con il ritmo di poco sopra i 5 min/km. Corro come sempre rilassato dal paesaggio che attraversiamo, mentalmente rimango nella corsa calcolando ad ogni km il mio ritardo dai palloncini dell’ora e 45, tenendo questo passo dovrei finire in 1h48′, siamo in piena tabella. All’8° km c’è la svolta della mia gara: non sento più la fatica, mi sono stabilizzato sul ritmo di 5’02 e sono in controllo. Questa sensazione mi libera: se non spingo ora quando? E così, piano piano, incremento il ritmo. Passo al 10° in 51′, proiezione 1h47′ e qualcosa, i palloncini dell’ora e 45 non li vedo più, ma sono in sorpasso. Costante. E più vado più mi carico. All’undicesimo scendo sotto i 5’… e non li toccherò più. 4’56, 4’56, 4’50 ed entriamo nella ciclabile a Cavallino: due anni fa, proprio qui, game over. Finite le energie. Ora vado, mi sembra di essere appena partito. E mancano solo 8 km, che sarà mai? Spingiamo. E’ buio in questa ciclabile stretta che si addentra nella laguna, ma sorpasso ancora. 4’52, 4’48, 4’50 siamo di nuovo sulla statale, al sedicesimo, alle porte di Jesolo. Temo il cavalcavia, lo faccio in spinta e mi buttto in discesa, i palloncini li ho davanti a tiro, spingo ancora: 4’46, 4’38 e li ho ripresi praticamente, qui alle porte di Jesolo. Entriamo nel rettilineo finale di 3 km, ormai sento gli incitamenti dei pacers che fanno egregiamente il loro lavoro, supero tutti quelli che si stanno staccando: 4’52, 4’44, presi, arrivo con loro, ultimo km in 4’34 ma quanto tirano? Chiudo in 1h44’27”, penso alle altre 49… penso a tutte quelle che ancora devo fare, provo gioia vera.

Grande Andrea, di poco sotto l’ora e 40. Grande Maurizio, di poco sotto le due ore. Siamo stati di parola. E fra pochi giorni il terzetto ci riprova sull’Ossiachersee. Finalmente tornano le gare.

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