Maratonina di Palmanova 2017

La maratonina di Palmanova rappresentava per me la chiusura di un ciclo cominciato ad inizio 2017. Un anno fa lo stiramento del legamento collaterale del ginocchio sinistro, che mi ha portato a perdere completamente la muscolatura della gamba sinistra, a zoppicare per qualche settimana non sentendo bene l’appoggio, ad abbandonare completamente la corsa per quasi 3 mesi. A fine febbraio ricordo perfettamente il primo tentativo: argine sulla laguna, mezzo km ad andare, mezzo a tornare; una fatica incredibile, paura di farmi male ed emozione si mescolavano tra loro. Il rientro è stato lento, tanto da farmi dubitare più volte sui miei progressi, che invece erano costanti ma impercettibili. Fino all’ultimo ho pensato a non partecipare alla maratonina di Jesolo, alla quale mi ero iscritto in tempi non sospetti: alla fine ci ho provato e mi sono sbloccato. 1h44′ a Jesolo, il mese dopo 1h41′ sull’Ossiachersee con decisa iniezione di fiducia. L’estate è servita a rinforzare ulteriormente la muscolatura e ad iniziare a riprendere velocità inserendo nuovamente allenamenti specifici dopo tanto tempo; ad Udine, a settembre, ho abbassato il crono di altri 5 minuti, 1h36′ al traguardo, con tanta fatica e la sensazione di essere ancora molto lontano da dove avrei voluto ritornare. E poi 8 settimane di allenamento fatte come si deve, anche se disturbate da un raffreddore che non se ne voleva andare.
Mi sono quindi trovato al via con le idee molto chiare sul mio valore, avevo provato diverse volte il ritmo gara in allenamento ed a quello volevo attenermi. Inoltre volevo assolutamente evitare di finire fuori giri e cancellare il ricordo dell’ultima mia gara qui: sarebbe stato stupido dopo tutti i sacrifici sostenuti in allenamento sprecare l’ottima condizione fisica che mi sentivo addosso.
Partenza separata con due uscite, per scaramanzia ho scelto porta Udine visto che porta Cividale non aveva detto bene l’ultima volta; Maurizio e Natale hanno eseguito il riscaldamento con me, quindi sono rimasto da solo a cercare la concentrazione, il pensiero era quello: partire deciso ma senza strafare, dovevo trovare l’equilibrio giusto. Partiti. Sono uscito da porta Udine senza intoppi e con molta attenzione a non inciampare, non urtare, evitare ingorghi; al secondo chilometro, fuori Palmanova, ci siamo radunati con l’altro gruppo. Qui c’è stato un momento che ha deciso poi la mia gara: nel gruppetto che si è formato subito dopo, assieme ai pacers dell’ora e 35 partiti troppo forte, ho incontrato Alessio della mia squadra: “Vai in fuga?” mi ha chiesto. “Ma dove?” è stata la mia risposta, stavo bene li con quel ritmo, sapevo inoltre il suo valore e la sua costanza nell’impostare le gare quindi essere vicino a lui mi ha dato un’ulteriore conferma a non forzare ulteriormente. Fino al quinto è stato facile, poi mi è sembrato un po’ più difficoltoso seguire Alessio nella strada verso Santa Maria; dietro a noi Gianluca della nostra società si è aggregato formando un bel terzetto; all’ottavo km ho visto Roberto in difficoltà davanti a noi, in un attimo l’abbiamo raggiunto e superato: non è stata la sua gara. Uscendo da Santa Maria la Longa io ed Alessio ci siamo dati un paio di utili cambi, il ritmo è rimasto ottimo e costante, al passaggio a metà gara, dove era posizionato il rilevamento cronometrico, ho mentalmente raddoppiato il tempo: continuando così avrei concluso in 1h32’30”, il tempo che mi aspettavo alla vigilia. La cosa positiva era il sentirmi ancora completamente fresco. Al tredicesimo, verso Trivignano, Gianluca ha iniziato a spingere con decisione, ho provato a tenerlo per un po’ ma ho desistito subito, pur cambiando passo di 3-4 secondi al km l’ho visto allontanarsi sempre più; Alessio sempre lì con me. Prima di entrare a Trivignano ho raggiuto e superato Andrea che evidentemente era partito forte, sembrava possedere ancora energie per fare un buon finale. In uscita da Trivignano il primo momento difficile, superato agganciandomi al gruppetto che si era formato in quell’occasione, tirato da Alessio, ovviamente.  Superato Clauiano di slancio, verso Ialmicco io ed Alessio siamo rimasti da soli, io sentivo una sensazione tipica da diciottesimo km, un malessere generale mitigato dalla forza di volontà e dalla consapevolezza di avercela quasi fatta; il ritmo si è alzato di qualche secondo, non tanto da poter compromettere quanto di buono fatto fin lì; a Sottoselva ho capito dal suono della sirena in lontananza e dalle urla di chi stava prestando soccorso che stava succedendo qualcosa di grave a quel povero ragazzo, non ho voluto guardare. Alessio mi ha visto leggermente staccato, eravamo praticamente al ventesimo, e mi ha incitato: “Dai, che arriviamo insieme”; mi ha dato forza, anche troppa; l’ho raggiunto, mi sono messo a tirare e devo averlo staccato nell’ultimo km, quando le energie misteriose che si attivano quando si annusa il traguardo sono entrate in funzione: alla fine 1h32’42” ed una grande soddisfazione per come ho gestito la gara e per come ho saputo interpretare correttamente il mio valore ad inizio gara. Un anno iniziato zoppicando e finito con un eccellente risultato, una bella lezione di vita vissuta che ho imparato su me stesso. Gran prova di Maurizio al personale, bravo Andrea ad aver tenuto nel finale, bravissima Debora, Roberto e Nicola ci hanno abituato a ben altro. Bravi tutti!

2 commenti su “Maratonina di Palmanova 2017”

    1. Franco che piacere sentirti! Adesso una maratona non è nei miei pensieri, ma non si sa mai. Se a te viene la voglia potremmo magari fare una corsetta assieme questa primavera/estate! Puoi lasciarmi un messaggio, anche sulla pagina Guestbook di questo sito. Stammi bene. E buone corse!!

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