Maratonina di Udine… e altri km

DSC_0477Alle 8.35, parcheggiato in viale Ungheria e agganciato il segnale GPS, è partita la mia lunga domenica mattina di corsa ad Udine, con l’obiettivo unico di mettere nelle gambe tanti km in vista della prossima maratona di Venezia. Ho voluto provare questo allenamento lungo in concomitanza con la maratonina di Udine (alla quale ho partecipato con tanto di pettorale e chip) per ricevere un aiuto psicologico derivante dalla presenza di tanti altri runner nel momento clou del mio allenamento e per beneficiare dei costanti rifornimenti di acqua ed integratori, che sarebbero stati come sempre difficili da predisporre in un lungo… casalingo. Primi chilometri rilassanti nel centro cittadino, già zeppo di runner che stanno iniziando i preparativi alla gara: è strano ma piacevole allo stesso tempo passare in mezzo a loro senza nessuna tensione agonistica, cercando di svagare la mente per far sì che i tanti chilometri da percorrere non siano un peso fin dall’inizio. Bellissima Udine la mattina, qualcuno seduto al bar per il caffè, qualcuno con il quotidiano sotto il braccio in una giornata che già dal mattino si preannuncia soleggiata e calda. Lasciato il centro affianco parte del percorso di gara in direzione stadio. E così al sesto km sono in solitudine ai Rizzi. Strade già chiuse al traffico per l’imminente passaggio della gara, rifornimenti predisposti con grande anticipo, i miei pensieri e sentimenti sono tutti per lo stadio nuovo, che ho stabilito come luogo per il giro di boa. Pensieri a quando lo frequentavo tanti anni fa, ai giocatori che vedevo giocare io che ora saranno nel migliore dei casi degli allenatori, all’impoverimento tecnico della squadra degli ultimi anni per l’arricchimento del Watford… in questa malinconia uno stadio gioiellino, tutti mi dicono che si veda in modo fantastico dall’interno, ma anche da fuori è una vera meraviglia… In curva Sud operai al lavoro anche la domenica mattina, io giro e torno verso il centro. Primo pensiero negativo: non è che sono in ritardo? Non è che arrivo alla partenza e non trovo più nessuno? La mente gioca brutti scherzi, avevo calcolato bene il tempo a mia disposizione prima della gara, sapevo di avere almeno 11 km di autonomia, eppure questo pensiero mi fa accelerare. Poco male: sono partito lento, il ritorno in centro più veloce mi fa rientrare in linea con i miei ritmi degli ultimi tempi.
“Questo non è il primo, va troppo piano” dicono quando passo al rifornimento ormai pronto. Hanno ragione, non posso mica offendermi. Rifaccio la stessa strada dell’andata stavolta un po’ impanicato dall’idea di arrivare tardi alla partenza, apprezzo molto le strade chiuse al traffico, apprezzo ancora di più, appena rientrato nel centro, vedere il primo runner che sta facendo riscaldamento. Sono in perfetto orario, arrivo in via Mercatovecchio e il fiume di runner è lì, pronto alla partenza. Vedo Andrea con Katja e i bambini pronto al via con il passeggino che contiene Elisa, li saluto al volo e sempre di corsa provo ad accordarmi con lui: “Andiamo a 5 insieme?” “Ci provo” mi risponde lui con la faccia dubitativa… in effetti penso che andare a 12 km/h spingendo il passeggino non sia così agevole, ma so che Andrea può fare questo ed altro… continuo a correre su e giù, ormai per me è passata quasi un’ora quando viene data la partenza, la calca di maratoneti spinge verso la partenza, io corro in direzione opposta pur di non fermarmi finchè, quasi 3 minuti dopo il via, riesco a passare per ultimo alla partenza. Davanti a me Andrea, che si butta subito sulla folla in slalom, difficile stargli dietro perchè devo badare a me e non posso fare pazzie, ho 12 km sulle gambe e altri 21 che mi aspettano… Andrea è sempre là davanti a tiro, in piazza 1°maggio rimango intruppato con il gruppo dei pacer delle 2 ore: sono in tanti, la strada è stretta ed è difficile superarli. Ci riesco dopo la piazza, ma ormai Andrea è andato, ora lo vedo laggiù in fondo ma penso faremo gara separata. Magari lo prendo più tardi. Sto sentendo il clima della gara, sto andando ben al di sotto dei 5 minuti al chilometro pianificati al volo in partenza, ora non sento nessuna fatica ma una vocina dentro di me mi ricorda che la pagherò alla fine, che fare sbagli del genere con la mia esperienza non è perdonabile. Me ne frego e tengo il ritmo, fino al 5°km Andrea è a vista ma è ammirevole la sua bravura nei sorpassi e, soprattutto, il ritmo che riesce a tenere. Al quinto finalmente un rifornimento: sto correndo da 17 km e finalmente si beve, solo acqua. Prendo una bottiglia e la porto con me per i successivi 5 km, farò così fino al traguardo. Ho passato altri due gruppi di pacers, quelli in fondo devono essere quelli dell’ora e 45. La gara scorre tranquilla, mi sento bene, riesco a tenere un ottimo passo, è molto motivante essere continuamente in sorpasso ma non voglio farmi prendere troppo. Penso a Debora, mi piacerebbe raggiungerla ed aiutarla a tenere duro nei km difficili, penso ad Andrea e comincio a credere che lo vedrò soltanto all’arivo. Cosa staranno facendo Nicola e Roberto? E dove sono finiti tutti i miei compagni della Fincantieri? Possibile non ne incroci nessuno? Tutti questi pensieri mi  svagano e non  focalizzo la mia attenzione sulla fatica. Arriviamo al giro di boa a Feletto Umberto, in centro raggiungo il mio compagno di squadra Eddy e ci scambiamo qualche impressione in corsa. Proseguo, mi sento proprio bene anche se cerco di capire eventuali campanelli d’allarme, ripasso dallo stadio, ripasso al rifornimento, vorrei dirgli: “Ti ricordi quello di stamattina che non era di certo il primo? Però sono ancora qua che corro…” Stiamo ritornando verso il centro, mi sono abbastanza stabilizzato come posizione, anche se sono più i runner che sorpasso di quei pochi che arrivano da dietro. Quindicesimo di gara, il rifornimento mi dà la giusta carica, riesco con continuità a stare di poco sotto i 5′, la cosa mi gasa al punto giusto. Siamo in zona stazione, mi sorprendo guardando il GPS: sono al trentesimo km, va proprio bene, certo ora la fatica c’è ma tutto è stato perfetto: sono 6 minuti sotto il tempo del mio ultimo allenamento sui 30 km, potenza della gara! Gli ultimi due km, ad essere onesti, li soffro. Il ritmo però non cambia tanto, solo qualche secondo sopra i 5’…  Andrea, Debora e tutti gli altri, ormai via tutti i pensieri, adesso ogni sforzo è dedicato a concludere la gara: traguardo tagliato in 1h42’49”, in totale quasi 33 km percorsi… soddisfazione totale. Un bel po’ di consapevolezza in più soprattutto, ora la maratona mi fa paura ma non la vedo più come una meta irraggiungibile come la consideravo solo qualche settimana fa.
PS: di Andrea, Debora, Nicola e Roberto ve ne parlo un’altra volta… meritano uno spazio tutto loro. Di sicuro, non ho raggiunto nessuno.

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