maratona


Breaking news…

Breaking news…


Posted By on 1 Gen, 2015

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1 gennaio 2015…

 

il nuovo anno è arrivato…

 

e l’OTR è più che mai motivato!!

 

 

 

E’ di quest’oggi la notizia shock che da per partenti alla maratona di Trieste il gatto e la volpe alias Robetto e Nicola!!! Si avete capito bene, dopo qualche anno si rinnova la sfida sulla distanza regina (42,195mt…) per i due OTR che se le sono date di santa ragione nelle passate stagioni…Roberto dall’alto del suo PB di 3h42’26” segnato nel lontano 2011 parte con i favori del pronostico, Nicola dal canto suo vanta un PB di 3h48’47” fatto segnare in quel di Venezia nel 2012. I PB quest’anno però non conteranno…Roberto ha dedicato pochissimo tempo, negli ultimi anni, alle lunghe distanze a causa dei malanni fisici, Nicola dal canto suo ha puntato tutto sulle lunghe distanze seppur in un altra disciplina, il triathlon. Con queste premesse la Maratona di Trieste rischia di diventare una gara memorabile..se poi ci aggiungiamo il fatto che si festeggerà il decennale dall’epica sfida tra Andrea, Dimitri e Samuele e che al via ci saranno pure Andrea (in maratona), Dimitri e Maurizio (in mezza)..beh cosa altro possiamo dire..la maratona/maratonina di Trieste 2015 sarà unica in tutto e per tutto!!!

Buon anno e buone corse a tutti…

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Il segreto della maratona

Il segreto della maratona


Posted By on 24 Gen, 2014

100_2658Il post precedente ha risvegliato la mia passione per la statistica, applicata in questo caso alla maratona. Ho preso spunto poi dal commento di Andrea per approfondire il rapporto tra la prima e la seconda metà di gara, fra la prima “mezza” e la seconda.
Non mi permetto di parlare da coach o da esperto, ne trovate già tanti in internet. Parlo delle mie esperienze, e siccome sono state sia piacevoli che negative (la maggior parte) penso di poterne estrarre qualche conclusione ben ponderata.
Ho terminato 9 maratone, 5 delle quali preparate con sacrifici ed impegno seguendo con serietà dei cicli di allenamenti non fai-da-te. Mi sono concentrato allora su queste, suddividendo la gara nelle due mezze maratone. Ecco i tempi:

Trieste 2005:  1h40’20”  –  1h42’40” con personale al traguardo di 3h23′;
Firenze 2005:  1h37’34”  –  1h54’02”
Trieste 2008:  1h40’30”  –  1h53’36”
Padova 2010:  1h37’48”  –  1h55’08”
Padova 2011:  1h44’28”  –  1h56’56”

La maratona dove ho raggiunto il mio personale è stata corsa, più o meno, con lo stesso ritmo, dall’inizio alla fine. Certo, ci sono stati momenti molto difficili nei quali il ritmo è calato, altri momenti in cui sentivo di “averne” e nei quali ho leggermente incrementato l’andatura, ma grossomodo ho tenuto un passo quasi costante per 42 km, con un inevitabile ma contenuto calo finale. Le restanti quattro gare sono in fotocopia nell’indicare il mio cedimento nella seconda metà gara, la mia resa di fronte al muro dei 25 – 30 km, a seconda della gara… Firenze e Padova 2010 impostate all’attacco, Trieste 2008 e Padova 2011 corse con più tattica, hanno avuto lo stesso sapore: seconda metà deludente e deprimente, con resa di fronte ai chilometri che passano lentamente: in fondo sono bastati 2-3 km “fuori giri” per compromettere di 10 minuti il risultato finale.
Da questi dati è evidente il segreto della maratona, almeno per me, il mio corpo e la mia mente: correre dignitosamente la seconda metà; per fare questo, credo sia fondamentale conoscersi ed impostare un ritmo da poter tenere fino alla fine, o quasi. Partire con il freno a mano tirato e reggere il più a lungo possibile non è redditizio solo da un punto di vista fisico, ma anche psicologico: essere in sorpasso al trentesimo km è una grossa spinta per affrontare al meglio le inevitabili difficoltà.
Ci sono diversi aspetti che creano difficoltà: ambizione personale, rivalità con chi non ha il tuo passo in gara, tensione, tralasciando ovviamente i fondamentali pregara e  preparazione, di cui magari parlerò altre volte: per cercare la gara perfetta o quasi, a mio avviso bisogna tenere ben presente il detto del “chi troppo vuole nulla stringe”.
Sono il primo che se lo dovrà ricordare, la prossima volta.

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Basta un coefficente?

Basta un coefficente?


Posted By on 14 Gen, 2014

P1060571Oggi spazio a questa riflessione… statistica di Giuliano, che ringrazio, sul rapporto che intercorre tra il risultato di una mezza e quello di una maratona… voi cosa ne pensate? Dopo averne corse così tante, sono dell’idea che siano quasi due sport diversi. Lascio spazio a Giuliano… e alle vostre considerazioni, se volete farle! (per aiutare la discussione, ho inserito la foto di me e Roberto al traguardo della maratona di Padova 2011!)

“Un articolo di Albanesi (http://www.albanesi.it/Corsa/tempomaratona.htm) mi ha dato lo spunto per un calcolo curioso.
Sostiene che la miglior prestazione teoricamente possibile in una maratona non può andare oltre un certo limite, che dipende dal proprio personale sulla mezza (Tmar = Tmez * 2,15).
Mi è venuta subito l’idea di provare ad applicare la formula ai nostri record su mezza e maratona,
dato che li avevo già pronti sul sito e mi è bastato fare una divisione (Tmar / Tmez = ?).
Ho preso in considerazione solo quegli OTR che hanno un tempo su entrambe le distanze.

Andrea: 190,45 min / 86,25 min = 2,21
Dimitri: 203 min / 89,3 min = 2,27
Maurizio: 263,45 min / 111,95 min = 2,35
Roberto: 222,45 min / 86,9 min = 2,56
Debora: 264,25 min / 101,6 min = 2,60
Nicola: 228,8 min / 87,55 min = 2,61
Giuliano: 284,2 min / 95,35 min = 2,98

Il coefficiente di Andrea è effettivamente molto vicino al limite teorico per un non-agonista, mentre il mio dimostra quanta differenza ci possa essere fra teoria e pratica. Giuliano”

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742930-1030-0034s“Domenica mattina mi sono presentato a Strà per la 6^a volta da quell’ormai lontano 22 ottobre 2000.  Diversamente da quanto mi accade di solito in queste occasioni, ero tranquillo e rilassato anche se consapevole che sarebbe stata dura, specialmente nei chilometri finali considerando che durante la preparazione avevo fatto solo un lungo di 35 km, per di più la scorsa settimana, sia per motivi di tempo che per non forzare troppo quel tendine destro che mi ha dato qualche noia negli allenamenti più lunghi. Tutto sommato però di km, anche se condensati nell’ultimo mese e mezzo, ne ho corsi parecchi, pertanto ero abbastanza fiducioso di arrivare al traguardo, in un modo o nell’altro. La preoccupazione più grande a quel punto era che il tempo meteorologico reggesse e che la nebbia mattutina della partenza non si tramutasse in pioggia durante il percorso e soprattutto all’arrivo. Non poteva di certo rovinare la festa per Katja e Martin che avevo lasciato di prima mattina a Mestre in albergo dandoci appuntamento in Piazza S. Marco verso ora di pranzo.
A Strà, consegnata la sacca entro le 8.30, mi sono riparato dall’umidità rimanendo fino all’ultimo nel tendone allestito dagli organizzatori, prima di entrare nelle gabbie di partenza. Mentre ero lì in attesa ho realizzato che dall’ultima partecipazione erano passati già 3 anni e dall’ultima maratona corsa a Trieste un anno e mezzo. Allora di colpo mi è sorto il dubbio: sarò ancora capace di correre come allora?  Qualche minuto di attesa più del previsto e poi finalmente il via alle 9.28. Finalmente era arrivato di nuovo il momento di sfidare… il me stesso degli anni precedenti:-)
Dopo il primo km percorso nel classico traffico di Villa Pisani in 4.36 ho trovato un ritmo di 4.10-4.20min/km che mai ero riuscito a tenere negli ultimi allenamenti e che man mano che passavano i km mi dava fiducia sulla mia condizione. Il passaggio a Dolo, Mira ed Oriago è stato allietato da un pubblico numeroso e caldo come mai nelle edizioni precedenti e da più di un cinque scambiato con i tanti bambini presenti sul tracciato. Dopo il 17° km ho rallentato un po’ attestandomi tra i 4.30 e 4.40 per preservare un po’ di energie per il temuto finale, consapevole di essere in linea con quel 1h32min nel passaggio alla mezza profetizzato da Dimitri, che avevo ottenuto già nel 2005 e nel 2010 e che mi aveva permesso di chiudere in entrambi i casi in 3h19min. Un po’ più lenta del previsto la frazione compresa tra il 21° e il 30° km. A Mestre al 28° km mi hanno superato i pacers delle 3h10min e allora ho realizzato che l’impresa almeno per oggi non ci sarebbe stata.  Al parco San Giuliano, dove contavo di arrivare appena sotto le 2h15min (come nel 2005 e 2010) sono transitato al 30° km in 2h16min50s. Accidenti!!!
Proprio al San Giuliano mi attendevano come promesso Dimitri, Manuela ed Emma. Il loro tifo è stato fondamentale per non perdermi d’animo e ritrovare il ritmo. Soprattutto è stata fondamentale l’assistenza di Dimitri che correndo al mio fianco mi ha evitato di dovermi fermare al ristoro del 30° km e di perdere ulteriormente tempo. Mi fossi fermato lì… Ma soprattutto è stato fondamentale nei km successivi il suo consiglio di concentrarmi in ogni istante su quel momento specifico senza pensare al dopo.  Così, salutato Dimitri al 32°km, devo ammettere con un po’ di perplessità iniziale rispetto al suo consiglio, ho imboccato il cavalcavia che porta al ponte della Libertà e che per la prima volta in 6 edizioni sono riuscito ad affrontare di corsa senza camminare neanche 1 m. Allora mi sono convinto che forse Dimitri non mi avesse detto una cazzata così giusto per dire. Con la stessa mentalità ho percorso i 5 km di ponte che dalla terra ferma portano al tronchetto verso il 38° km. A fatica riuscivo a stare sui 5.15-5.25 min/km ma più avanzavo più mi convincevo che la vera sfida da lì all’arrivo sarebbe stata quella di non fermarsi più. Negli ultimi 4 km ho davvero stretto i denti come non mai. I 14 ponti dal 39 km all’arrivo non me li ricordavo davvero così terribili.
Tra la fine del 40° e l’inizio del 41° km il passaggio dentro una Piazza San Marco colma di gente. La vera novità di questa VeniceMarathon per me. Rallento ulteriormente cercando con lo sguardo Katja e Martin frastornato dai richiami di una folla di estranei che mi incita gridandomi: ‘Forza Andrea!’ Stanco come sono ci metto qualche secondo a realizzare che stanno semplicemente leggendo sul mio pettorale!:-) Finalmente al giro di boa scorgo il volto di Katja e più avanti quello di Martin, felice in braccio alla nonna. Quando mi avvicino Martin spalanca i suoi occhioni increduli mi dice semplicemente: ‘Papà!!’.  Li abbraccio entrambi e non riesco a trattenere l’emozione nel sollevarmi la canotta blu dell’atletica Fincantieri per mostrare la maglietta con la dedica per il 6° anniversario di quell’indimenticabile sabato 27/10/2007 qui a Venezia. Mi riprendo dalle emozioni e ricomincio a correre. Al 41° km esco da piazza S. Marco e come svolto a sinistra verso riva sette Martiri vedo il cartello che mi avvisa che mancano ancora sei ponti alla conclusione. Cavolo! Ma siamo sicuri che siano solo 42 km e 195m e non di più quest’anno? Quando arrivo sull’ultimo ponte e vedo finalmente il traguardo accenno appena lo scatto finale, un po’ per stanchezza, un po’ perché vedo che il display indica già 3h20min. Il tempo finale è di 3h20min53s. Circa 1min e 30s peggiore ahimè del 2005 e 2010. Certo, una differenza di poco più di 1 minuto su 42km è praticamente insignificante ma è ovvio che se la stessa differenza fosse stata per difetto il giudizio sulla gara sarebbe stato molto diverso. Resta comunque la soddisfazione per aver tenuto botta fino alla fine con tutte le forze e di essere andato di nuovo vicino al mio personale in laguna. Alla prossima sperando di non dover attendere altri 3 anni.” Andrea

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Domenica mattina nel parco

Domenica mattina nel parco


Posted By on 27 Ott, 2013

P1080313E’ stata una bellissima mattinata nel parco di San Giuliano, periferia di Mestre. Assieme a Manu ed Emma abbiamo trovato un posticino lontano dalla frenesia che domina le nostre vite, ci siamo rilassati e abbiamo rincorso i cagnolini con Emma, o meglio abbiamo rincorso Emma che rincorreva i cagnolini; abbiamo osservato una marea di gente correre la Venice Marathon, Emma ha applaudito tutti o quasi, con impeto sempre uguale: “Guarda che arrivano” le dicevo, appena voleva avventurarsi dietro a qualche pericolo. E via l’applauso! Ho visto la leggerezza dei primi, quelli arrivati in 2h13′, che al trentesimo chilometro apparivano belli freschi; la determinazione della seconda fascia, amatori che reggono tempi sbalorditivi; ho riconosciuto chi tiene ritmi simili ai miei, e non li ho invidiati più di tanto, se devo essere sincero. Ho visto la fine delle energie negli occhi di tante persone, non li ho invidiati per niente, anzi li ho un po’ compatiti; mi sono ricordato che spesso e volentieri mi sono ridotto così. Ma ero lì, anzi, eravamo lì, per Andrea. So cosa vuol dire avere familiari ed amici al seguito di una maratona: è un sostegno importante, non li vedi per 42 km ma sai che ci sono, sono sempre con te, sai che all’arrivo riceverai il loro sostegno e, comunque vada, il loro applauso. Ma questa volta non sono stato fermo al traguardo, ho pensato che forse sarei stato più utile nel momento della crisi, verso il 30° km appunto. E allora, appena ho visto Andrea, mi sono messo a correre con lui per più di un chilometro, agevolandolo nel rifornimento e cercando di incitarlo il più possibile. L’ho visto correre davvero bene! Spero di non averlo danneggiato facendogli tenere un ritmo più elevato del suo, ma credo di avergli reso un piacere che lui più volte mi ha regalato. Al trentunesimo, mi sono rimesso da parte dopo aver urlato gli ultimi incoraggiamenti e, ritrovate Manu ed Emma, siamo ritornati nel nostro relax, con un pranzetto veloce nel parco. Che bella mattinata! Non si può dire che mi sia ancora riconciliato del tutto con la maratona, ma è stato comunque piacevole averne di nuovo a che fare.

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A Venezia per l’impresa

A Venezia per l’impresa


Posted By on 22 Ott, 2013

Venice Marathon 132Domenica mattina mi telefona Andrea: “Non lavori oggi?” “No, sono libero.” E ancora: “Pensavi di andare a correre?” “Si”, rispondo, ” ho in programma 6 ripetute sui 2000… vado tra una mezzoretta…” “Perfetto!” è la sua risposta, e ci diamo appuntamento a casa sua. Pur conoscendolo bene, sono un po’ dubbioso, per lui: provare un allenamento così impegnativo ad una settimana dalla maratona di Venezia, la gara dell’anno… non sarà un po’ troppo? Boh, non poniamoci troppe domande.
Stiamo chiaccherando durante il riscaldamento, mi racconta cosa ha fatto ieri. Un lungo da 35 km! E neanche tanto lento… sono ancora più preoccupato (per lui)… non sarà forse un po’ troppo?!? Partiamo con i primi 2000, io prudente, lui pimpante… alla fine ci facciamo compagnia in una ripetuta nè troppo lenta nè troppo veloce… un chilometro di riposo e via per la seconda: vado forte, Andrea (per fortuna) si stacca subito, dopo un km è qualche metro dietro, non voglio esagerare con il ritmo ma lo tengo costante, finisco il secondo sforzo ed Andrea mi raggiunge pochi metri dopo… “Cavoli Dimitri, complimenti” mi fa… tra me e me penso: “Ma mi sfotte? Questo fa 35 km ed il giorno dopo tiene botta su un 2000 corso in 8′ e fa i complimenti a me?!” ma riesco a dirgli solo: “Cavoli, complimenti a te…” che poi è la stessa cosa. Si parte per la terza, anche qui si stacca subito e stavolta molla un po’ il colpo… sul finire sento più di un campanello d’allarme, l’intestino sembra attorcigliato, termino la ripetuta e dietro il cespuglio passo al pit-stop, velocissimo tra l’altro… Andrea mi raggiunge e ripartiamo insieme, quarta ripetuta: partiamo e sono tutto sconvolto, provo a tener duro ma in queste condizioni è difficile. Dopo il primo km Andrea mi raggiunge (l’ho corso in 4’09”… mica ero fermo!) e si mette a tirare… il diesel si è scaldato! Provo a tenerlo, ed a fatica termino la ripetuta con lui; sono ancora tutto sottosopra, i problemi all’intestino incidono parecchio; provo con la quinta, troppo lento, e dopo poco più di un km mollo con la testa e mi fermo; Andrea, ovviamente, era lì con me, e sarebbe andato sicuramente avanti.
Ha corso più di 100 km in media a settimana nell’ultimo mese, 600 km nell’ultimo mese e mezzo; vi ho descritto come ha tenuto nelle ripetute dopo un lungo di 35 km; nell’ora di Buttrio è andato tranquillo sopra i 14 km/h. Le motivazioni quest’anno sono più alte che mai. Secondo me quest’anno terrà molto bene la seconda metà. Secondo me, quest’anno come sempre andrà forte nella prima metà. Cosa ne dite di 1h30′ alla mezza, 1h40′ la seconda mezza? Oppure un più saggio 1h32′-1h38′? Sapete quanto fa il totale?
Forza Andrea, all’attacco… siamo tutti con te!!!

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