Dimitri


Maratonina di Palmanova 2017

La maratonina di Palmanova rappresentava per me la chiusura di un ciclo cominciato ad inizio 2017. Un anno fa lo stiramento del legamento collaterale del ginocchio sinistro, che mi ha portato a perdere completamente la muscolatura della gamba sinistra, a zoppicare per qualche settimana non sentendo bene l’appoggio, ad abbandonare completamente la corsa per quasi 3 mesi. A fine febbraio ricordo perfettamente il primo tentativo: argine sulla laguna, mezzo km ad andare, mezzo a tornare; una fatica incredibile, paura di farmi male ed emozione si mescolavano tra loro. Il rientro è stato lento, tanto da farmi dubitare più volte sui miei progressi, che invece erano costanti ma impercettibili. Fino all’ultimo ho pensato a non partecipare alla maratonina di Jesolo, alla quale mi ero iscritto in tempi non sospetti: alla fine ci ho provato e mi sono sbloccato. 1h44′ a Jesolo, il mese dopo 1h41′ sull’Ossiachersee con decisa iniezione di fiducia. L’estate è servita a rinforzare ulteriormente la muscolatura e ad iniziare a riprendere velocità inserendo nuovamente allenamenti specifici dopo tanto tempo; ad Udine, a settembre, ho abbassato il crono di altri 5 minuti, 1h36′ al traguardo, con tanta fatica e la sensazione di essere ancora molto lontano da dove avrei voluto ritornare. E poi 8 settimane di allenamento fatte come si deve, anche se disturbate da un raffreddore che non se ne voleva andare.
Mi sono quindi trovato al via con le idee molto chiare sul mio valore, avevo provato diverse volte il ritmo gara in allenamento ed a quello volevo attenermi. Inoltre volevo assolutamente evitare di finire fuori giri e cancellare il ricordo dell’ultima mia gara qui: sarebbe stato stupido dopo tutti i sacrifici sostenuti in allenamento sprecare l’ottima condizione fisica che mi sentivo addosso.
Partenza separata con due uscite, per scaramanzia ho scelto porta Udine visto che porta Cividale non aveva detto bene l’ultima volta; Maurizio e Natale hanno eseguito il riscaldamento con me, quindi sono rimasto da solo a cercare la concentrazione, il pensiero era quello: partire deciso ma senza strafare, dovevo trovare l’equilibrio giusto. Partiti. Sono uscito da porta Udine senza intoppi e con molta attenzione a non inciampare, non urtare, evitare ingorghi; al secondo chilometro, fuori Palmanova, ci siamo radunati con l’altro gruppo. Qui c’è stato un momento che ha deciso poi la mia gara: nel gruppetto che si è formato subito dopo, assieme ai pacers dell’ora e 35 partiti troppo forte, ho incontrato Alessio della mia squadra: “Vai in fuga?” mi ha chiesto. “Ma dove?” è stata la mia risposta, stavo bene li con quel ritmo, sapevo inoltre il suo valore e la sua costanza nell’impostare le gare quindi essere vicino a lui mi ha dato un’ulteriore conferma a non forzare ulteriormente. Fino al quinto è stato facile, poi mi è sembrato un po’ più difficoltoso seguire Alessio nella strada verso Santa Maria; dietro a noi Gianluca della nostra società si è aggregato formando un bel terzetto; all’ottavo km ho visto Roberto in difficoltà davanti a noi, in un attimo l’abbiamo raggiunto e superato: non è stata la sua gara. Uscendo da Santa Maria la Longa io ed Alessio ci siamo dati un paio di utili cambi, il ritmo è rimasto ottimo e costante, al passaggio a metà gara, dove era posizionato il rilevamento cronometrico, ho mentalmente raddoppiato il tempo: continuando così avrei concluso in 1h32’30”, il tempo che mi aspettavo alla vigilia. La cosa positiva era il sentirmi ancora completamente fresco. Al tredicesimo, verso Trivignano, Gianluca ha iniziato a spingere con decisione, ho provato a tenerlo per un po’ ma ho desistito subito, pur cambiando passo di 3-4 secondi al km l’ho visto allontanarsi sempre più; Alessio sempre lì con me. Prima di entrare a Trivignano ho raggiuto e superato Andrea che evidentemente era partito forte, sembrava possedere ancora energie per fare un buon finale. In uscita da Trivignano il primo momento difficile, superato agganciandomi al gruppetto che si era formato in quell’occasione, tirato da Alessio, ovviamente.  Superato Clauiano di slancio, verso Ialmicco io ed Alessio siamo rimasti da soli, io sentivo una sensazione tipica da diciottesimo km, un malessere generale mitigato dalla forza di volontà e dalla consapevolezza di avercela quasi fatta; il ritmo si è alzato di qualche secondo, non tanto da poter compromettere quanto di buono fatto fin lì; a Sottoselva ho capito dal suono della sirena in lontananza e dalle urla di chi stava prestando soccorso che stava succedendo qualcosa di grave a quel povero ragazzo, non ho voluto guardare. Alessio mi ha visto leggermente staccato, eravamo praticamente al ventesimo, e mi ha incitato: “Dai, che arriviamo insieme”; mi ha dato forza, anche troppa; l’ho raggiunto, mi sono messo a tirare e devo averlo staccato nell’ultimo km, quando le energie misteriose che si attivano quando si annusa il traguardo sono entrate in funzione: alla fine 1h32’42” ed una grande soddisfazione per come ho gestito la gara e per come ho saputo interpretare correttamente il mio valore ad inizio gara. Un anno iniziato zoppicando e finito con un eccellente risultato, una bella lezione di vita vissuta che ho imparato su me stesso. Gran prova di Maurizio al personale, bravo Andrea ad aver tenuto nel finale, bravissima Debora, Roberto e Nicola ci hanno abituato a ben altro. Bravi tutti!

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39° Maratonina di Gorizia

39° Maratonina di Gorizia


Posted By on 11 Mar, 2017

Come da tradizione anche quest’anno in occasione della Maratonina di Gorizia abbiamo visto al via un nutrito gruppo di OTR. Presenti Roberto che dopo la prova di Capriva in cui ‘ha dato una mano’ all’amico Bonetti partiva con l’intenzione di finire sotto l’ora e trenta…c’era la Debora…al ritorno sui 21km dopo un ultimo periodo non troppo fortunato dal punto di vista fisico…Andrea che all’ ultimo secondo non ha saputo dir di no è si è presentato puntuale al via…Maurizio che con costanza si sta mantenendo in forma per l’imminente stagione di kart ed il sottoscritto al ritorno in mezza dopo mesi d’assenza…l’ultima gara sulla distanza è stata quella di Ossiach 2016…un bel po di mesi fa insomma. La giornata non era delle migliori..pioggia ad intermittenza ed umidità che comunque non hanno dato troppo fastidio agli atleti in gara. Roberto come da pronostico si è visto al via e poi all’arrivo, la sua gara però è stata tutt’altro che entusiasmante..partito con l’intenzione di terminare con un crono di 1h28′ si è subito reso conto che non era giornata (incredibile ma capita anche a lui…) ed ha tirato il freno a mano dopo un paio di km..per lui un crono finale di 1h34…un ottimo allenamento insomma!! Io sono partito con tanti dubbi e qualche certezza..i primi venivano dalla mancanza totale di km nelle gambe, con conseguente timore di ‘saltare’. Le certezze non erano poi molte..anzi ne avevo una sola e cioè il fatto che, dopo il ‘tradimento’ dello scorso anno, avrei corso al fianco di Debora. Obiettivo dichiarato terminare sotto l’ora e quaranta..non era un obiettivo irraggiungibile ma ragionato in base agli allenamenti svolti fino ad ora. Che dire..è stata una gara corsa con la testa…passo regolare dall’inizio alla fine, mai un cedimento, mai un intoppo..tutto liscio fino alla fine..incredibile aggiungo io!! Ero abbastanza convinto che verso il 15esimo avrei ‘mollato’ invece mi è andata di lusso..costante fino alla fine!! 1h38 e spicci il tempo finale che mi soddisfa pienamente…stesso crono per Debora che seppur con un po più di sofferenza è stata capace di tenere il mio stesso passo gara concludendo più che positivamente la sua prova. Proseguiamo ora con Andrea..la sua iscrizione last second non ha stupito nessuno..qualche giorno prima il poco attento Andrea ce lo aveva fatto capire che a Gorizia voleva esserci nonostante la mancanza di allenamenti..ormai non ci freghi più caro Andrea!!!  Di sicuro ha detto la verità sugli allenamenti svolti..infatti la gara non è stata semplice per lui..è stato bravo a partire controllato eppure nonostante cio ne ha risentito nella seconda parte di gara dove ha dovuto alzare il piede dall’acceleratore. Per lui un crono di 1h43 che non rende giustizia alle sue capacità espresse in questi anni..però sappiamo tutti che nella corsa si raccoglie cio che si semina e Andrea in questi mesi ha seminato davvero poco 🙁 Ti aspettiamo con qualche km in piu sulle gambe!! 😉 Un ultima nota sulla gara di Andrea..ha corso tutta la prima parte di gara una cinquantina di metri davanti a me..che dire tanto di cappello…è stato l’unico, e ripeto l’unico che ha fatto il percorso di gara senza mai tagliare un metro!! Bravo Andrea..probabilmente sei il vero vincitore della maratonina di Gorizia, tu come pochi altri mi sa 😉 Ultimo Otr in gara domenica…Bobbe!! Unico atleta che non ho ‘intervistato’…poco posso dire quindi in merito alla sua mezza..1h55 per lui…bella prova!!!

Anche Gorizia quindi va in archivio..la primavera è alle porte..le belle giornate, le temperature tiepide..passano le giornate ed è ora di pensare al prossimo impegno agonistico..ci si vede a Gradina per la quarta prova del Trofeo Gorizia 😉

A presto dal vostro inviato

Nicola

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Smetto quando voglio?

Smetto quando voglio?


Posted By on 16 Nov, 2016

doberdoMi ha fatto una certa impressione vedere Michela spremere sè stessa sulla ciclabile qualche giorno fa, afiancandola in auto mentre tornavo a casa dal lavoro. Ma quanto forte correva? E soprattutto, cosa stava provando in quel momento? In che gara si immaginava verso il traguardo? E quanta adrenalina aveva addosso? Ho pensato… è da una vita che non vado così forte… ed invece era solo la scorsa primavera che garreggiavo di frequente, correndo su quei ritmi, qualche volta più lento qualche volta più veloce… La domanda vera che mi stava montando dentro invece era: da quanto non provo più quelle sensazioni, quei momenti? Quanto mi manca l’aspetto agonistico della corsa? E quanto mi manca la corsa in genere?
Quest’estate smetto per un po’, avevo pensato. E così è stato, l’avevo deciso e pianificato io. Altre cose da seguire, e pensavo che il mio corpo meritasse il riposo, almeno dalla corsa, visto che per il resto l’acceleratore doveva rimanere sempre premuto. E’ stata una delle pause più lunghe che mi ricordi in questi 15 anni di corsa, e non è finita qui. Avevo ricominciato, poi 10 giorni di raffreddore mi avevano bloccato e sono ripartito da zero. Ma proprio da zero. Ricordo un mesetto fa quando ho ripreso con 6 km, non ci credevo potessi fare quella fatica per una distanza così corta. Ma ero felice lo stesso, era l’inizio di qualcosa. Un nuovo percorso. Ho praticato la cara corsa lenta per qualche settimana, andando alla scoperta di nuovi posti, nuovi sterrati dietro l’angolo ma sconosciuti fino a quel momento; qualche settimana così, felice di riscoprirmi correre per più di un’ora con la sensazione di essere appena partito.
E poi, dal nulla, una mattina zoppico. L’articolazione del ginocchio sinistro si rifà viva. Non che non la senta quotidianamente, ma stavolta è un fastidio che si trasforma spesso in una punta di dolore. Smetto quando sono costretto a smettere. Sono fermo così da 14 giorni, a vedere gli altri correre, a seguire con il pensiero gli amici che preparano splendide maratone, a spalmare arnica con la speranza che giovi a qualcosa. Saranno i quarant’anni, i quasi venti di corse e del conseguente logorìo delle articolazioni, il ginocchio rotto da ragazzo giocando a calcio… ora che la testa e l’anima desiderano fortemente la corsa, quei momenti di solitudine nella mia pianura nebbiosa o nell’ambiente ovattato del Carso, ci si mette il corpo a dirmi che non lo posso proprio fare. La corsa mi ha insegnato a non demordere, a crederci; è un atto di fede quello che si ripete ogni anno, quando prima di iniziare una preparazione faccio fatica a tenere i 12 km/h per 40 minuti mentre provo a proiettarmi mentalmente in gara a 14 km/h, miracolo che puntualmente avviene dopo 3-4 mesi di intensi allenamenti. Ma devo ancora allenarmi per accettare l’idea che da un momento all’altro potrei dover smettere. Anche se non voglio.

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Trieste 8 maggio 2016Per tre volte ho corso e terminato una mezza maratona in questo 2016, portando a 49 il totale delle volte in cui ho tagliato il traguardo su questa distanza, che è sicuramente la mia preferita. Il record personale rimane quello legato alla maratonina dei Dogi del 2012, conclusa in 1h29’19”. Anche quest’anno sono comunque riuscito a prendermi le mie belle soddisfazioni, rimanendo in linea con i due anni precedenti grazie alla mia migliore delle 3 prove, vale a dire Trieste. Eccovi nel dettaglio le tre gare.

Di Gorizia ho già scritto nel post sulla coppa Gorizia, è stata una gara che non sono riuscito a preparare come si deve ma dove comunque sono partito con un’ottima velocità di base anche se con pochi allenamenti di lunghe distanze. Questo è il responso del GPS…

14’16”114’36”214’19”
24’30”124’27”21,281’14”
34’28”134’30”
44’22”144’28”TOT:1h34’18”
54’24”154’29”
64’16”164’31”
74’21”174’28”
84’18”184’25”
94’24”194’28”
104’32”204’31”

 

Trieste è stata invece l’unica mezza dell’anno che ho preparato, seguendo un programma di allenamento specifico di 8 settimane e, per fortuna, lo sforzo si è tradotto nella mia miglior prova stagionale, molto vicina al top degli ultimi anni, che poi era il mio reale obiettivo. Fallito di una trentina di secondi, ero comunque l’immagine della felicità al traguardo, pienamente soddisfatto sia dell’aspetto agonistico sia delle emozioni provate… Ecco il report del GPS:

14’40”114’20”214’21”
24’17”124’14”21,050’10”
34’40”134’14”
44’35”144’01”TOT:1h32’02”
54’24”154’25”
64’19”164’28”
74’13”174’20”
84’15”184’21”
94’18”194’34”
104’25”204’28”

 

All’Ossiachersee mi sono presentato con le ultime energie rimaste dopo una prima metà dell’anno intensa di gare. E’ stato comunque spontaneo tirare fuori il meglio di me, al di là delle difficoltà altimetriche. Ecco il report:

14’37”114’34”214’34”
24’32”124’32”21,240’53”
34’32”134’33”
44’32”144’29”TOT:1h37’14”
54’30”154’39”
64’35”164’37”
74’25”174’31”
84’36”184’50”
94’23”194’55”
104’32”204’52”

 

 

Ora non mi resta che pensare alla cinquantesima… e prepararla!

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Per la prima volta dopo quasi vent’anni di gare ho completato il Trofeo Provincia di Gorizia. Voglia di novità? Non proprio. Semplicemente quest’inverno la voglia di correre era ben presente, ma con l’arrivo di Agnese alle porte non volevo allontanarmi troppo da casa… quindi allenamenti veloci, massimo 40 minuti e rientro, con il cellulare straordinariamente con me durante la corsa nel caso in cui il fatidico momento stesse per arrivare… Allenamenti corti dunque, ma veloci, per rendere produttivo quel momento. E così, qualche giorno prima dell’inizio del Trofeo, un sms a Roberto per chiedergli di iscrivermi. Ecco com’è andata…

13 febbraio, cross di Campolongo.

Campolongo

Campolongo

Arrivo in zona 15 minuti prima del via, direttamente dal lavoro, senza pranzo. Trovo al volo Nicola che mi consegna il pettorale e via, senza riscaldamento. Parto timidamente da metà gruppo, fatico tanto nel fango dove mi sorpassano tutti, tengo bene quando riesco ad appoggiare sul duro il piede e quindi spingere. Due giri da poco più di 3km, Nicola partito dietro mi raggiunge verso la fine del primo giro, ha un passo migliore e devo lasciarlo andare, anche se non di molto. Concludo stremato il secondo giro, non so valutare la mia prova guardando il cronometro perchè il terreno era veramente difficile, ma noto con soddisfazione di essere arrivato tra runner che godono della mia più totale stima (Sergio, Roberto)… saranno andati piano loro? 71°maschile, 19°di categoria (sono nella categoria dei marziani), 184 punti di Coppa. Punteggio che scarterò dalla mia top5.

20 febbraio, cross di Dobbia.
Quante volte ho corso qui in allenamento? Tanti ricordi delle mie prime corse… Riscaldamento in totale relax con Davide e Maurizio. Parto determinato. Il terreno tiene bene, riesco a spingere meglio, tutta un’altra cosa rispetto al cross precedente. Corrono tutti come pazzi e mi trascinano al primo km sotto i 4′, mi maledico ma non c’è molto tempo per pensare: giù tutto per 6,5km, tra un sorpasso avuto e uno preso mi diverto un sacco. Alla fine nello sprint recupero con i denti 2 posizioni: 4’05” di media al traguardo, sono sorpreso e felice. 61°maschile, 17°di categoria, 194 punti. Che scarterò.

6 marzo, maratonina di Gorizia.

mezza maratona Gorizia

mezza maratona Gorizia

Tutto ringalluzzito da Dobbia, prima della gara confido a Nicola di voler provare a correre con l’obiettivo dell’ora e 32′. Per fortuna mi accorgo subito che non è proprio il caso. Velocità ok, ma la resistenza in effetti non l’ho ancora allenata a sufficenza. Corro comunque bene, costante nei vari km di un percorso che ormai conosco a memoria, soffro nella parte che mi risulta sempre più difficile, da Sempeter a Nova Gorica, ma tutto sommato faccio tutto dignitosamente. Al traguardo in 1h34’18”, 185°assoluto e 210 punti di Trofeo che mi terrò stretto.

20 marzo, cross di Doberdò.

Doberdò

Doberdò

Da ricordare il riscaldamento con i compagni di squadra Davide, Gianni e Tullio: partiamo in ricognizione 25 minuti prima del via percorrendo tutti i 4 km del percorso (2 giri), arriviamo allla partenza che sta per essere dato il via… fiuuuu! Gara discreta, soffro in salita, spingo bene in discesa. Non è nemmeno questo il mio terreno preferito… ma è divertente indubbiamente. Concludo stremato tanto per cambiare. 58°maschile, 18°di categoria, 194 punti di trofeo. Scartati.

23 aprile, Cormons.
Dopo un mesetto dedicato alla preparazione della mezza maratona di Trieste ritorna la coppa Gorizia con il trail del Collio. Sono spaventato al solo pensiero, diluvia prima del via ma ci siamo: questo trofeo mi ha coinvolto, non c’è che dire… Rimango affascinato dal percorso e senza fiato… ma per le salite che non tardano ad arrivare. Ok Panic già al primo km sulla rampa che porta al Quarin, giù tutto in discesa, si rientra nel bosco, affianco Roberto che maledice la salita ed il mondo. Forse ha ragione, ma cerco di non pensarci. Epico salire il Quarin trascinandosi per la corda, non ce la faccio a correre nemmeno quando la salita si attenua leggermente… ma arrivo in cima, butto l’occhio giù e la vista su Cormons è impagabile. Ma ancora  di più lo è la discesa che mi accingo a intraprendere: immersi nel bosco, tornanti su tornanti, pericolo di cadere ad ogni passo, il runner dietro me sembra un bufalo, falsopiano fino alla chiesa e poi discesa spinta sempre più larga, sorpasso costante sfidando anche i cespugli, gran rischio di volare al tornante bagnato… che figata! Al traguardo mi appartengono i 200 pt di Coppa.

29 maggio, Marina Julia.
La mia miglior gara sicuramente. A 3 settimane dalla mezza di Trieste la forma c’è ancora, concludo i quasi 9km (belli piatti come tanto mi piace) a 4’09” di media, arrivo davanti a tanta gente che di solito vedo in lontananza. Ho veramente apprezzato il percorso, anche qui un’emozione ritornare a correre agli Alberoni, dove 15 anni fa correvo i lunghi per preparare le maratone. 46° maschile, udite udite 10° di categoria. 212 punti, il mio meglio.

Cronoscalata Rocca

Cronoscalata Rocca

5 giugno, Cronoscalata della Rocca di Monfalcone.

Un incubo. Già prima del via lo sento. Parto troppo teso, già in pianura non vado. Quando poi la strada inizia a salire è un dramma. Non fa per me, bisogna prenderne atto. 49°maschile, 11° di categoria. Mi prendo questi 210 punti, almeno quello.

19 giugno, 5000 in pista, Gorizia.
Si conclude, finalmente. 30 ore prima ho corso una dura mezza maratona in Austria, so che devo pensare solo a limitare i danni. Già al primo giro della mia batteria lascio andare il gruppo, alla fine con la mia (lenta) costanza riuscirò a riprenderne 2. Niente di che ma è già tanto esserci stato: 20’45” al traguardo, 39° maschile e 12 di categoria. Concludo ancora una volta con 210 punti.

Mi sono divertito, alla fine onestamente un po’ trascinato… credo 11° posto di categoria, complimenti a chi mi è arrivato davanti e anche a chi mi è arrivato dietro. Ho dato il mio meglio anche su terreni a me non congeniali, e questo è sempre soddisfacente. Alla prossima volta?

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Maratona di Verona

Maratona di Verona


Posted By on 20 Nov, 2015

veronaSeduto sul pavimento della Gran Guardia in Piazza Bra, per rimanere ancora qualche minuto al riparo dall’umidità e dal vento, mi rendo conto che ho paura della maratona che mi aspetta, fra tre quarti d’ora. Paura che si ripresentino i problemi di 3 settimane fa a Venezia, paura di non avere, anche senza quei problemi, la resistenza fisica e psicologica a convivere con la sofferenza; paura che il mio corpo abbia dimenticato gli allenamenti lunghi, che oramai sono distanti un mese e mezzo, Venezia esclusa dove ho corso poco e camminato tanto. Cerco di essere lucido e mi impongo una tattica di gara molto precisa: prudenza. Cerco l’aiutino da casa: telefonata a Manu prima di alzarmi, uscire, lasciare all’organizzazione la mia sacca. Mancano 20 minuti, mi posiziono nella griglia di partenza, uno spettacolo: tra maratona, mezza e 10 km saremo più di 10.000. Sono volutamente molto indietro, non sarò condizionato da nessun pacer. Dopo quasi 4 minuti passo dal via, corro molto lento e rilassato, cerco di fare il turista da una posizione privilegiata. Molto distensivi i primi km al centro, tra monumenti ed incitamenti. 21’20” al 4°km, mai partito così piano e sono contento così, la respirazione sembra discreta e mi stabilizzo su un ritmo leggermente più veloce, all’incirca 5’10” al km mentre seguendo il Lungadige usciamo progressivamente da Verona verso la Valpolicella. I km scorrono lenti e tranquilli in un’atmosfera ovattata, nebbia e umido regnano, seguiamo l’Adige e le sue curve, i km segnalati si alternano con quelli relativi al secondo giro, ripasseremo di qui dal venticinquesimo al trentunesimo… sarò ancora in gara? Ho deciso prima del via che se ci saranno problemi simili a Venezia mi fermo alla mezza e doccia… i cigni sul fiume ci danno il benvenuto a Parona, è tutto così rilassante, fin dall’inizio mi sto preventivamente massaggiando il collo, i muscoli tra collo e spalla negli ultimi mesi mi provocano dolore con il passare dei km, provo così ad evitare il fastidio, ne avrò già tanti altri… primo giro di boa, in mezzo alle vigne, si torna verso Verona. Ora strada in leggera discesa, sono attento ad ascoltare ogni minimo segnale ma mi sembra di reggere. Oggi veramente non ci sono obiettivi cronometrici, oggi sono qui per dimenticare Venezia, per arrivare al punto di sofferenza e per conviverci il più a lungo possibile. Il 14°km è il primo sotto i 5′, mi sto sbloccando piano piano. Al 18° ponte sull’Adige e si rientra in periferia, lascio andare la gamba, tutto risponde bene, respiro pulito, lo sento: è un’altra giornata, vediamo Castelvecchio, stiamo rientrando in centro, rifornimento al ventesimo, nuovo ponte per ritornare nel centro storico, qui c’è un momento chiave: maratoneti a sinistra, la mezza a destra verso il traguardo. Mi butto a sinistra felice, carico, convinto: sarà una faticaccia, ma sono qui e mi prenderò la mia rivincita. Rivediamo l’Arena che avevamo lasciato un’ora e trequarti prima, attraversiamo le viuzze del centro, passaggio alla mezza in 1h48’46”… lento, ma negli ultimi km ho un ottimo ritmo, e poi, raddoppiando, 3h37′ sarebbe un tempone, viste tutte le incognite della vigilia… sto fantasticando, lo so che arriveranno le difficoltà e che quasi sicuramente prima o poi dovrò calare, ma mi sento bene e questo mi basta. Di nuovo lasciamo il centro, questa volta psicologicamente è dura, allontanarsi fisicamente dal traguardo mentre la fatica aumenta. Il rifornimento del 25° è ben gradito, la fatica sale, dopo 7 km ottimi alzo il ritmo e lo stabilizzo sui 5’10”, sono carico dal fatto di correre da 25 km senza interruzioni. I km passano la fatica diventa disagio, il GPS però dice sempre 5’10”: obiettivo rifornimento del 30°. Rivedo i cigni, ma sono molto meno rilassato di prima, unico pensiero tenere duro, di corsa, almeno fino al rifornimento. Ci riesco, nonostante i banchetti con tè e sali siano posizionati al 31°: 31km di corsa continua, bella prova di carattere, ora afferro di tutto al volo ma mi devo mettere a camminare una trentina di secondi, giusto il tempo di ingoiare tutto e ripartire. Crisi, disagio, malessere generale, ma sono qui che corro nonostante tutto, mi carica questo pensiero. Cerco di non pensare a niente, non ho forza. Pensiero positivo: se il prossimo rifornimento è al 35°, bastano 4 km, non i soliti 5… teniamo duro. Non so come, ma ce l’ho fatta: rifornimento a 200 metri dice il cartello… dovrò fermarmi un po’ di più, lo sento, sprinto dando tutto, prima di mangiare. Prendo di tutto, mani piene, bicchiere in bocca, butto uno prendo un altro sempre camminando di lena buona. Dopo un centinaio di metri ho ingurgitato tutto e riparto, quanto terrò? Tengo, tengo, non so come ma tengo, su questa ciclabile che attraversa Chievo. “Szczezny, Basta, Danilo…” provo a pensare alla mia squadra di fantacalcio, focalizzare l’attenzione su altro spesso aiuta… no, via tutti i pensieri, corro e basta, 36, 37… riconosco la zona, siamo a San Zeno, ormai vicini al centro, vicini al traguardo, qui c’è il mio b&b, mica posso passarci davanti camminando?!? avanti di corsa ma sono alla frutta… 39, il traguardo è lì vicino, ma il percorso devia di nuovo, devo fermarmi… caccio via il pensiero e vado ancora… pochi metri e di nuovo la vocina, reagisco ancora ma sto proprio male, avanti ancora… mi fermo. Subito, via, camminare, e passo lungo, limitiamo il danno… un km e mezzo così, forse 3 minuti persi ma chissenefrega, voglio arrivare, ne manca uno e mezzo e riparto, la discesa mi dà la spinta e non mi fermerò più… centro storico e traguardo lì davanti… 3h47’26”, ma cosa importa? ho il groppo in gola, da quanti anni non mi sentivo vittorioso al traguardo di una maratona?

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