Venice Marathon, il racconto di Andrea

Posted By Dimitri Benes on 30 Ott, 2013 in maratona | 0 comments


742930-1030-0034s“Domenica mattina mi sono presentato a Strà per la 6^a volta da quell’ormai lontano 22 ottobre 2000.  Diversamente da quanto mi accade di solito in queste occasioni, ero tranquillo e rilassato anche se consapevole che sarebbe stata dura, specialmente nei chilometri finali considerando che durante la preparazione avevo fatto solo un lungo di 35 km, per di più la scorsa settimana, sia per motivi di tempo che per non forzare troppo quel tendine destro che mi ha dato qualche noia negli allenamenti più lunghi. Tutto sommato però di km, anche se condensati nell’ultimo mese e mezzo, ne ho corsi parecchi, pertanto ero abbastanza fiducioso di arrivare al traguardo, in un modo o nell’altro. La preoccupazione più grande a quel punto era che il tempo meteorologico reggesse e che la nebbia mattutina della partenza non si tramutasse in pioggia durante il percorso e soprattutto all’arrivo. Non poteva di certo rovinare la festa per Katja e Martin che avevo lasciato di prima mattina a Mestre in albergo dandoci appuntamento in Piazza S. Marco verso ora di pranzo.

A Strà, consegnata la sacca entro le 8.30, mi sono riparato dall’umidità rimanendo fino all’ultimo nel tendone allestito dagli organizzatori, prima di entrare nelle gabbie di partenza. Mentre ero lì in attesa ho realizzato che dall’ultima partecipazione erano passati già 3 anni e dall’ultima maratona corsa a Trieste un anno e mezzo. Allora di colpo mi è sorto il dubbio: sarò ancora capace di correre come allora?  Qualche minuto di attesa più del previsto e poi finalmente il via alle 9.28. Finalmente era arrivato di nuovo il momento di sfidare… il me stesso degli anni precedenti:-)
Dopo il primo km percorso nel classico traffico di Villa Pisani in 4.36 ho trovato un ritmo di 4.10-4.20min/km che mai ero riuscito a tenere negli ultimi allenamenti e che man mano che passavano i km mi dava fiducia sulla mia condizione. Il passaggio a Dolo, Mira ed Oriago è stato allietato da un pubblico numeroso e caldo come mai nelle edizioni precedenti e da più di un cinque scambiato con i tanti bambini presenti sul tracciato. Dopo il 17° km ho rallentato un po’ attestandomi tra i 4.30 e 4.40 per preservare un po’ di energie per il temuto finale, consapevole di essere in linea con quel 1h32min nel passaggio alla mezza profetizzato da Dimitri, che avevo ottenuto già nel 2005 e nel 2010 e che mi aveva permesso di chiudere in entrambi i casi in 3h19min. Un po’ più lenta del previsto la frazione compresa tra il 21° e il 30° km. A Mestre al 28° km mi hanno superato i pacers delle 3h10min e allora ho realizzato che l’impresa almeno per oggi non ci sarebbe stata.  Al parco San Giuliano, dove contavo di arrivare appena sotto le 2h15min (come nel 2005 e 2010) sono transitato al 30° km in 2h16min50s. Accidenti!!!
Proprio al San Giuliano mi attendevano come promesso Dimitri, Manuela ed Emma. Il loro tifo è stato fondamentale per non perdermi d’animo e ritrovare il ritmo. Soprattutto è stata fondamentale l’assistenza di Dimitri che correndo al mio fianco mi ha evitato di dovermi fermare al ristoro del 30° km e di perdere ulteriormente tempo. Mi fossi fermato lì… Ma soprattutto è stato fondamentale nei km successivi il suo consiglio di concentrarmi in ogni istante su quel momento specifico senza pensare al dopo.  Così, salutato Dimitri al 32°km, devo ammettere con un po’ di perplessità iniziale rispetto al suo consiglio, ho imboccato il cavalcavia che porta al ponte della Libertà e che per la prima volta in 6 edizioni sono riuscito ad affrontare di corsa senza camminare neanche 1 m. Allora mi sono convinto che forse Dimitri non mi avesse detto una cazzata così giusto per dire. Con la stessa mentalità ho percorso i 5 km di ponte che dalla terra ferma portano al tronchetto verso il 38° km. A fatica riuscivo a stare sui 5.15-5.25 min/km ma più avanzavo più mi convincevo che la vera sfida da lì all’arrivo sarebbe stata quella di non fermarsi più. Negli ultimi 4 km ho davvero stretto i denti come non mai. I 14 ponti dal 39 km all’arrivo non me li ricordavo davvero così terribili.
Tra la fine del 40° e l’inizio del 41° km il passaggio dentro una Piazza San Marco colma di gente. La vera novità di questa VeniceMarathon per me. Rallento ulteriormente cercando con lo sguardo Katja e Martin frastornato dai richiami di una folla di estranei che mi incita gridandomi: ‘Forza Andrea!’ Stanco come sono ci metto qualche secondo a realizzare che stanno semplicemente leggendo sul mio pettorale!:-) Finalmente al giro di boa scorgo il volto di Katja e più avanti quello di Martin, felice in braccio alla nonna. Quando mi avvicino Martin spalanca i suoi occhioni increduli mi dice semplicemente: ‘Papà!!’.  Li abbraccio entrambi e non riesco a trattenere l’emozione nel sollevarmi la canotta blu dell’atletica Fincantieri per mostrare la maglietta con la dedica per il 6° anniversario di quell’indimenticabile sabato 27/10/2007 qui a Venezia. Mi riprendo dalle emozioni e ricomincio a correre. Al 41° km esco da piazza S. Marco e come svolto a sinistra verso riva sette Martiri vedo il cartello che mi avvisa che mancano ancora sei ponti alla conclusione. Cavolo! Ma siamo sicuri che siano solo 42 km e 195m e non di più quest’anno? Quando arrivo sull’ultimo ponte e vedo finalmente il traguardo accenno appena lo scatto finale, un po’ per stanchezza, un po’ perché vedo che il display indica già 3h20min. Il tempo finale è di 3h20min53s. Circa 1min e 30s peggiore ahimè del 2005 e 2010. Certo, una differenza di poco più di 1 minuto su 42km è praticamente insignificante ma è ovvio che se la stessa differenza fosse stata per difetto il giudizio sulla gara sarebbe stato molto diverso. Resta comunque la soddisfazione per aver tenuto botta fino alla fine con tutte le forze e di essere andato di nuovo vicino al mio personale in laguna. Alla prossima sperando di non dover attendere altri 3 anni.” Andrea

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