24 (fulmini) per 1 ora, Fagagna

P1100566Il manuale del buon runner suggerisce di accelerare, una volta giunto al 57° minuto della tua ora di corsa, nonostante le energie stiano per terminare. Non ci stavo pensando nemmeno, puntavo a terminare con dignità la mia fatica e nulla più, quando dall’altoparlante dello stadio di Fagagna, dopo un’ora di Pausini, Ramazzotti ed Irene Grandi (nulla da eccepire, ma poca carica) sono partite le prime note di “Rock the night” degli Europe. Non mi sembrava vero, ho corso altri due giri da paura. Prima, durante e dopo pioggia, tanta, di traverso, tuoni e fulmini… e si che ero partito da casa con il sole, maglietta e niente più. Freddo! E per finirla alla grande in musica, mentre me ne stavo andando avvolto nell’asciugamano con l’ombrello che faticava a proteggermi, “Dancing in the dark” di Springsteeen è stato il sottofondo dei miei saluti, un arrivederci all’anno prossimo.
Speriamo, perchè di anno in anno si stanno perdendo squadre e partecipanti, sicuramente a causa dell’obbligatorietà del certificato medico per poter correre. Si sta cioè passando da un estremo all’altro, dalla pista iper affollata di 2 anni fa alla quasi desolazione di quest’anno… girano voci su possibili modifiche al regolamento per l’anno prossimo.
Andando con ordine, Dimitri Ferletic non è dunque riuscito a correre tanto per tornare al certificato medico; Andrea ha percorso 12,776 km (partenza sprint con 4 giri in testa e l’inevitabile calo), Giuliano sorprendente ha sfiorato i 12 km (11,925 per la precisione), io ho completato 13,533 km (carta canta, vedi foto) sfruttando il lato positivo portato dalla pioggia: il fresco.

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